Il Giornale di Chirurgia Il Giornale di Chirurgia CIC Edizioni Internationali 2013 May-June; 34(5-6): 183–184. ISSN: 1971-145X
Published online 2013 July 10.

Guerra E Medicina. Dall’antichita’ Ad OGGI

Reviewed by Giorgio COSMACINI

Editori Laterza , Roma-Bari 2011

 

Più propriamente, forse, “Medicina e guerra” perché la prima è al centro del nostro interesse ed è l’antiguerra dato che impone e pratica assistenza, solidarietà e di principio non distingue, sul campo, amici ed avversari.

Ma non è che l’Autore abbia prevaricato nel titolo: ha solo sottolineato periodi e momenti storici di particolare asprezza e bellicosità che per vario aspetto hanno contribuito a sviluppare, pur nei tempi dell’esecrazione e del danno, rimedi e terapie.

Il “racconto”, che ha un suo filo conduttore sottile ma forte e conseguente, si apre con Omero che, nell’Iliade, canta di epidemie, di traumi chiusi ed aperti, di morte con descrizioni e riferimenti anatomici e clinici che ben trasmettono le conoscenze dell’epoca. La medicina (e in particolare la chirurgia) – almeno nella sua identità primitiva – si avvale in modo essenziale delle osservazioni dovute a medici militari e compilatori storici su ferite e, in genere, traumi da battaglia e su esplosioni epidemiche legate a migrazioni di popoli, carenze igieniche e trasmissioni contagiose. Subentrano poi gli archiatri, si fabbricano strumenti chirurgici elementari, si fondano i “valetudinari”, prototipi degli ospedali; dalla medicina romana si passa ai Longobardi, alle Crociate, alle grandi epidemie medievali degli uomini e degli animali, ai taumaturghi e ai “norcini” fino al Sacro Romano Impero, a Napoleone e, infine, agli effetti della guerra “totale”.

Le epoche delle guerre, dei genocidi, delle occupazioni, delle migrazioni forzate e bellicose, dell’invenzione della polvere da sparo e di nuove armi, sono causalità ed occasioni dei momenti evolutivi della medicina che, infine, si allarga e si affranca verso un’attuale fase di autonoma ricerca luminosa e di intelligente applicazione.

Ma questo libro è anche di più: una sintesi brillante del divenire storico e dell’evoluzione dello spirito nei tempi, delle antitesi nazionali e religiose e dei riflessi culturali che ne sono derivati. Ma sullo sfondo c’è sempre, evidente e operante, la medicina in progresso che, nel quadro delle guerre, dei suoi sottoprodotti e delle due conseguenze, apprende e sperimenta, anche a titolo deterrente e, paradossalmente dal punto di vista sociologico e morale, subisce un impulso di progresso, di conquista tecnologica, di applicazione pratica e organizzativa.

Abbiamo letto questo libro con interesse per le magistrali esegesi che propone e lo segnaliamo volentieri ai colleghi come opera di prim’ordine di filosofia della storia della medicina (Giorgio Di Matteo).