Books

 

 

Vincenzo MANDALÀ

THE ROLE OF LAPAROSCOPY IN EMERGENCY ABDOMINAL SURGERY

in collaborazione con Antonio Mirabella e Massimo Lupo

Prefazione di Gianluigi Melotti

Springer-Verlag, Milano, 2012

 

Mandalà è un chirurgo intelligente, pronto, “passionale” che tempestivamente e con successo si è dedicato alla chirurgia laparoscopica e, in particolare, anche per certe caratteristiche dei suoi luoghi di lavoro, a quella delle situazioni addominali di emergenza. Ne ha sperimentato tecniche e possibilità di applicazione approfondendo alcuni aspetti finora controversi. Da questa sua esperienza nasce la monografia in titolo che non è dunque una speculazione occasionale ma una responsabile messa a punto delle sue prove e dei suoi reperti oltre che, naturalmente, una revisione commentata della letteratura sull’argomento. La quale letteratura è, almeno per alcune questioni, abbondante ma non infrequentemente datata o non proprio specifica. Come invece è specifica, significativa e dirimente, nel quadro di un’attività che conosce molti aspetti dell’emergenza addominale, non solo quella dell’Autore ma anche quella dei numerosi Contributori delle diverse Scuole italiane. Non ci era finora capitato di leggere un compendio della materia di questa qualità e quantità di evenienze descritte.

La laparoscopia ha questo vantaggio: che, anche e più che in chirurgia d’emergenza e d’urgenza, unisce l’utilità diagnostica alla immediata e opportuna possibilità terapeutica. Tu puoi cioè conseguire l’obiettivo diagnostico e, al tempo stesso, se del caso, scegliere ed eseguire la correzione riparatrice chirurgica. E, per quanto riguarda l’addome “acuto”, si è oggi arrivati a stabilire molto spesso i casi in cui la tecnica laparoscopica ha indicazioni elettive oppure limitate o non eleggibili.

Tutto questo si legge con particolari, esemplificazioni e immagini, nel bel testo coordinato da Mandalà - e prefato da Melotti - che ne dà un quadro vivace, indicativo e aggiornato. Vengono difatti sistematicamente prese in considerazione le diverse eventualità patologiche e quanto e come si può fare con la laparoscopia, ben oltre che nel campo diagnostico.

Ci siamo resi conto che l’utilizzazione della tecnica è più ampia di quanto avessimo pensato e che, in alcuni campi (vedi per esempio il dolore addominale non specifico, l’ischemia acuta mesenterica, soprattutto le affezioni ginecologiche), essa può assumere un ruolo diagnostico di primo ordine insieme con un altro propriamente chirurgico. La chirurgia laparoscopica si allarga continuamente in altri campi, come per esempio in alcuni casi di pancreatiti acute, nelle diverticoliti gravi, nelle occlusioni del tenue da aderenze. Un capitolo singolare e brillante, anch’esso molto utile nella pratica, riguarda l’uso della chirurgia laparoscopica in casi di complicazioni sue o da endoscopia. In campi in cui possono fallire o essere imprecise tecniche diagnostiche anche raffinate come, ad esempio, nelle emorragie intestinali, la laparoscopia diagnostica ed eventualmente anche operativa può conseguire importanti risultati. Insomma, con il progredire delle esperienze, specie negli ospedali e per chirurghi di notevole “volume”, aumentano legittimamente le possibilità di applicazione della chirurgia laparoscopica nell’emergenza–urgenza addominale.

Questo libro dovrebbe essere quindi nelle mani di tutti quanti vi lavorino assiduamente e ne siano responsabili (Giorgio Di Matteo).

 

 

Luciano STERPELLONE

MEDICI NELLA STORIA

Da Alcmeone di Crotone

a Rita Levi Montalcini

Arti Grafiche Giuseppe Lang, Genova, 2011

 

Questo nuovo libro di Sterpellone non tradisce nel titolo la sua vera natura. In effetti la storia vera e propria, come disciplina e complessivo “svolgimento delle vicende umane nel corso del tempo”, c’entra poco, se non per i richiami sociologici e ambientali di cronaca e i riferimenti dei luoghi. I brevi racconti su protagonisti ben conosciuti e meno conosciuti della medicina nei secoli prescindono dall’ovvio e dallo schema biografico usuale e caratterizzano piuttosto situazioni e stati d’animo che corredano piccole storie di grandi uomini con le loro scoperte casuali o intenzionali più o meno tormentate, con le loro abitudini, vocazioni, esaltazioni, rinunce, delusioni, manie e con gli stessi intrighi loro e di quanti li circondano. L’Autore rivolge prevalentemente l’attenzione del lettore su questi aspetti della personalità dei medici di cui si tratta (in rigida graduatoria alfabetica) fin dagli albori delle civiltà scientifiche e culturali. Cita dunque episodi, fatti ed occasioni, comportamenti e aneddoti, che pur nella loro piccolezza evocativa, inquadrati nella grande storia, assumono significati non secondari per la definizione di imprese, intuizioni e successi.

È il caso dunque di una interessante formula celebrativa e comunicativa che solo un Maestro della Storia della Medicina come Sterpellone poteva trattare con successo ed eleganza, sempre con un occhio attento ad esaltare anche dalle piccole storie i grandi intelletti dei pionieri della medicina (Giorgio Di Matteo).

 

 

Congress

 

 

XXX Congresso Nazionale ACOI

Associazione Chirurghi Ospedalieri Italiani

 

Presidente: Prof. Luciano Landa

 

Colli del Tronto - Ascoli Piceno, 25-28 maggio 2011

 

Il trentennale dell’ACOI viene celebrato da questo Congresso Nazionale, il primo tenuto nelle Marche, in un clima sincero di intensa fedele aggregazione.

Assistendo alle diverse espressioni congressuali, alle interazioni, alle sintesi, ai commenti, alle pause di lavoro, alle brevi digressioni sociali, all’intermezzo conviviale e nel rapporto diretto con colleghi e con gruppi di studio e di lavoro, cogliendo indirizzi di pensiero, concretezze operative, atteggiamenti e rappresentazioni, si assume il senso di un sodalizio di grande tenuta e del cammino elaborativo e progettuale che efficacemente caratterizzano l’Associazione. A buon titolo, pertanto, Luciano Landa, chirurgo a Fano, infaticabile e capace organizzatore e regista magistrale della manifestazione, scrive, in premessa al programma, di contenuti culturali e professionali ma anche di “amicizia e di affetto” nella comunità dei soci.

Abbiamo seguito i lavori in sedi e per temi diversi. I relatori, pur nei confini attuali del conosciuto, del dimostrato e dell’evidente, guidavano gli ascoltatori nei contesti dei procedimenti logici conseguenti alle realtà, comunicavano preferenze e scelte motivate in modo da tracciare lucide indicazioni, indirizzi e ipotesi di perfezionamento e di sviluppo nei campi scientifico, pratico e tecnologico.

Le materie in discussione erano varie ed ampiamente comprensive di dati ed argomenti, trattate in sessioni interattive, “consensus conference”, tavole rotonde, simposi, audit clinici, workshop, letture, “focus”, sessioni di videochirurgia, forum di comunicazioni, sessioni congiunte con numerose altre Società scientifiche nazionali ed un’altra dedicata alla formazione e alla pratica infermieristiche.

I diversi momenti espositivi ed interlocutori hanno osservato prosa scarna ed esatta ed equilibrio valutativo, pronta destinazione all’intelligenza degli intervenuti che delle tematiche scelte hanno potuto apprezzare i solidi fondamenti conoscitivi e il riordino dei concetti secondo un polso di esperienza e convinzione.

Il tutto nei numerosi ed ampi spazi di un moderno complesso abitativo a Colli del Tronto, a due passi da Ascoli Piceno, con capacità di accoglimento e funzionalità fuori dall’ordinario.

Insomma un Congresso che si distingue per livelli alti di analisi, spesso interdisciplinari, visioni globali, paradigmi scientifici, che ben contribuisce a spostare in avanti il confine delle acquisizioni e delle consapevolezze chirurgiche.

 

Giorgio Di Matteo

 

 

 

XXIV Congresso Nazionale SPIGC

Società Polispecialistica Italiana dei Giovani Chirurghi

 

Presidente: Prof. Domenico Parmeggiani

 

Napoli, 13-16 ottobre 2011

 

Questo Congresso Nazionale della SPIGC è presieduto da Domenico Parmeggiani che, nello spirito della natura e delle finalità dell’Associazione, ha formulato, insieme ai suoi Collaboratori, un programma scientifico corrispondente alle priorità didattiche, dimostrative e pratiche ubiquitariamente specialistico. I giovani, spesso critici nei confronti dell’attualità, al tempo stesso si dimostrano contributivi con soluzioni e indirizzi. Pertanto, anche in base alle loro esperienze all’estero, sostengono e praticano concetti e criteri di “specialità” – e in alcuni casi di “subspecialità” - , sono attenti al progresso di metodi e tecniche pur tenendo in conto le acquisizioni tradizionali, si abituano a calibrare le esperienze nei termini dell’evidenza.

Su queste linee si sono mossi dunque lo spirito e la forma del programma congressuale che si è aperto con un ragionamento filosofico introduttivo (“Surgery and disillusion”) e poi si è sviluppato nei giorni di venerdì e sabato in numerose sedute tematiche “specialistiche” di: chirurgia militare, chirurgia endocrina, bariatrica, d’urgenza e del trauma, toracica, otorinolaringoiatrica, ricostruttiva addominale, vascolare, della mammella, delle ernie, dei trapianti, ginecologica, ortopedica, neurale, maxillofacciale, pelvica, sperimentale con accenti di particolare attenzione per la tecnica laparoscopica, la videochirurgia robotica, le biotecnologie. Si è discusso inoltre di terapie rianimatorie, antibiotici, risk management, di modelli formativi e di “training” e di altre questioni di più specifico interesse.

Alle discussioni scientifiche e casistiche sono stati affiancati corsi teorico-pratici e corsi satelliti SPIGC.

Come si vede, dunque, un programma intenso, ragionato, finalizzato alle essenze professionali per una cultura differenziata nel grande campo della chirurgia, che al tempo stesso conferma l’indispensabile unità primordiale e gestionale della disciplina nei concetti del progresso comune delle conoscenze, della reciprocità, della reversibilità delle applicazioni, dell’integrazione e dell’esigenza etica irrinunciabile di offrire al malato le migliori più aggiornate soluzioni terapeutiche.

 

Giorgio Di Matteo