Books

 

 

Niccolò DADDI, Angela DE PALMA, Marcello Carlo AMBROGI, Filippo CALZOLARI

IL NODULO SOLITARIO POLMONARE

Vitamina Press, Perugia, 2011

 

Un piccolo libro, di una serie di manuali tascabili a cura della Sezione di Chirurgia Toracica della Società Polispecialistica Italiana dei Giovani Chirurghi, sintetizza l’attualità sul nodulo inteso come “lesione polmonare o pleurica rappresentata nella radiografia del torace da un’opacità discreta, rotondeggiante, ben definita, con un diametro di qualche centimetro”. L’obiettivo di delineare tale eventualità clinica nella sua essenza di variabilità anatomopatologica, specie alla luce della moderna più sensibile capacità diagnostica strumentale, ci sembra ottenuto nelle 142 pagine testuali che sono un vademecum conciso ed affidabile su questa entità nosografia che riveste una grande importanza ai fini dello screening del cancro del polmone (Giorgio Di Matteo).

 

 

 

Michael W. MULHOLLAND,

Keith D. LILLEMOE, Gerard M. DOHERTY,

Ronald V. MAIER, Gilbert R. UPCHURCH Jr.

GREENFIELD’S CHIRURGIA

Principi scientifici e pratica

4ª Edizione

Presentazione e coordinamento di Marco Sacchi

Antonio Delfino Editore, Roma, 2010

 

È un’opera ponderosa, di notevole sostanza, impegnativa per chi legge, ma lo deve essere stata anche per chi l’ha scritta, che ha i caratteri del vero e proprio trattato, compiutamente maturata nelle tematiche svòlte, per le progressioni scientifiche e per le stesse espressioni espositive, rispetto alle tre precedenti edizioni. Presenta elementi di particolare essenza e configurazione: prende in esame, infatti, tutte le “specialità” chirurgiche proponendone un esauriente corredo di notizie e di approfondimenti, arricchisce la percezione e la comprensione dei fenomeni clinici, offre al lettore la nozione aggiornata dei princìpi guida per l’applicazione metodologica e della risoluzione terapeutica. È il prodotto della collaborazione di una moltitudine di contributori (oltre duecento) per lo più giovani ricercatori dedicati a specifiche attività di studio e professionali, di uno stuolo di traduttori che reinterpretano con proprietà concettuale e terminologica il pensiero e gli intenti degli Autori risultandone, infine, un comprensorio scientifico organico e parallelo, non ripetitivo, efficace e aggiornato.

In questa quarta edizione, nella quale Greenfield è progredito ad eponimo, la squadra editoriale si è allargata e nella versione italiana Marco Sacchi è intelligentemente intervenuto interpretando e coordinando i ruoli del trasferimento linguistico e sorvegliando stilemi, legittimità e proprietà di contenuti.

È il prodotto di un lavoro imponente sia testuale che illustrativo, armonizzato nella collazione editoriale. La sistematica adozione didattica di schemi espositivi della migliore trattatistica in una con l’intensità delle riflessioni esegetiche e con il valore delle note pratiche riassuntive (vedi gli algoritmi clinici e i sommari per punti-chiave dei diversi capitoli), l’estensione dei concetti e delle esperienze nell’àmbito delle evoluzioni disciplinari e delle applicazioni tecnologiche, il rilevamento dei progressi reali nella conoscenza della materia per manifesta convinzione conferiscono all’opera un primario interesse per l’apprendimento di base e di sviluppo per una larga classe di chirurghi offrendo, al tempo stesso, una fonte importante di consultazione anche per studenti.

Per dare un’idea dell’attualità e del rilievo di alcuni temi introdotti e spiegati tra i centoventi capitoli complessivi, citiamo: “Struttura e funzione della cellula”, “Metabolismo del substrato in chirurgia”, “Chirurgia basata sull’evidenza”, “Controllo di qualità in chirurgia”, “Avvelenamento e lesioni ambientali”, “Terrorismo”, “Trapianto di organi”, “Malattie cardiache congenite”, “Progressi in diagnostica vascolare”, “Supporti circolatori meccanici”, “Trattamento endovascolare”, “Fisiologia chirurgica dei neonati e dei bambini”, “Interventi fetali”, “La paziente gravida”, “Anatomia e fisiologia genitourinaria nell’uomo e nella donna”, “La malattia traumatica” e “L’analisi del trauma come background del suo trattamento nelle sue fasi fondamentali di cura, iniziale e definitiva”. La sistematica sulle patologie d’organo, dettagliatamente descritte e coerentemente illustrate, conserva l’alto tenore scientifico e pratico dell’esposizione disciplinare.

Si tratta, in definitiva, di un testo di consultazione e di studio fra i più importanti, ancora innovativo nei confronti delle precedenti stesure, il cui interesse non verrà facilmente meno considerando i fondamenti e i presupposti scientifici che sono validi e di avanguardia.

Lippincot e Williams e Delfino Editore assolvono molto bene il compito di conferire una degna e pratica veste editoriale alla voluminosa opera (Giorgio Di Matteo). 

 

 

Congress

 

 

SOCIETà ITALIANA DI CHIRURGIA

XI CONVEGNO DI PRIMAVERA

Presidenti: Prof. Antonio Catania e Prof. Celestino Pio Lombardi

Roma, 20 – 21 maggio 2011

 

Certo non ho la presunzione di recensire i Congressi della Società Italiana di Chirurgia. Di principio è scontato che essi siano bene formati, cioè opportunamente costituiti, logicamente finalizzati e adeguatamente realizzati. Questa volta voglio parlare del Congresso Primaverile SIC del 2011 perché esso ha dimostrato una particolare efficienza nello svolgimento ed efficacia di propositi e di discussione.

Si è svolto a Roma, ad opera organizzatrice di giovani (si fa per dire), Antonio Catania professore alla Sapienza, e Celestino Pio Lombardi professore all’Università Cattolica. La sede scelta è una suggestiva chiesa resa profana in un complesso architettonico d’epoca che funge da direzione nazionale della Croce Rossa Italiana.

L’incontro è stato essenziale nei tempi e nei contenuti: ventiquattro ore sintetiche ma intense dedicate ad esposizioni e dibattiti sui problemi organizzativi, ancora in parte confusi e impropriamente conosciuti, delle cosiddette Aziende Ospedaliere (per un certo periodo di tempo, addirittura, “Stabilimenti Ospedalieri”).

In questi complessi, come si sa, si svolgono attività assistenziali e scientifiche sottomesse a leggi, provvedimenti ordinativi, regolamentazioni, classificazioni e regole non infrequentemente inadeguati e distorti dai quali la complessiva componente lavorativa sanitaria e non sanitaria spesso non è tenuta in conto consultivo e tanto meno decisionale. La cosiddetta “governance” è soggetta, in grado più o meno incisivo, a limiti di carattere economico, interferenze politiche e ambientali, indirizzi talora pseudosociali che, in definitiva, tendono a ridurre notevolmente o ad escludere la collaborazione specifica degli operatori di settore, cioè di medici, personale non medico di assistenza, tecnici, ecc. Di fatto questa loro esclusione, e le scelte che ne derivano nei campi dello svolgimento pratico delle attività, dei rapporti medico-malato e medico-ambiente e delle volontà scientifiche, finiscono con il mortificare le esigenze assistenziali organizzative e possono portare a indicazioni e preferenze non sempre opportune e motivate anche dal punto di vista dell’essenza sociale dei servizi. I complessi ospedalieri meriterebbero una attenzione gestionale maggiormente condivisa in termini di funzione, investimenti, autonomia generale e selettiva.

Questo Congresso primaverile si è posto con consapevolezza e preoccupazione molti di questi problemi che si vanno facendo sempre più gravi così da minacciare lo sviluppo e la stessa sopravvivenza operativa delle strutture nazionali di assistenza. Tali condizioni di difficoltà si riflettono inoltre negativamente sulla preparazione degli studenti e sulla formazione degli specialisti, sulla natura e la tipologia delle terapie, sul rapporto medico-malato, sull’idea che gli utenti, sulla base dell’esposizione mediatica, talora pesante e non sempre giustificata, si fanno sul funzionamento e sull’adeguatezza degli ospedali.

Il rapporto medico-malato, in particolare, va senz’altro rivisto e perfezionato su solide basi di moralità sociale, l’applicazione di metodiche e tecniche chirurgiche deve essere coscienziosamente motivata e aggiornata, espressa con chiarezza agli operandi, la chirurgia “estrema” mantiene senza dubbio il suo ruolo e valore ma in funzione di reali vantaggi per il malato. D’altra parte le Aziende Ospedaliere, sia pure nell’osservanza dei canoni economici e delle disponibilità finanziarie, dovrebbero apprezzare e per quanto possibile rendere operative le indicazioni legittime e comprovate che provengano dalla consultazione reale e continua con gli operatori sanitari che, a loro volta, riconoscano, nei loro obiettivi, fattibilità pratica e verosimile sostenibilità.

Il Convegno Primaverile della SIC si è posto con fermezza i termini di tutti questi problemi per contribuire alla verifica delle “realtà irrisolte” e prospettando i modelli considerati più opportuni per l’immediato futuro. Le discussioni sono state larghe ed alacri, le situazioni particolari di volta in volta esemplificate da un numeroso pubblico preparato ed attento, con la guida sapiente dei Presidenti SIC Melotti, De Antoni e De Toma. Si sono registrate, in complesso, su molti punti, determinazione, sincerità di propositi ed un’apprezzabile consensualità di intenti.

 

Giorgio Di Matteo