Books

 

Asher HIRSHBERG, Kenneth L. MATTOX

Top Knife. L'arte e il mestiere

della chirurgia del trauma

Edizione italiana a cura di

Francesco Vittorio Gammarota

Springer Verlag Italia, Milano, 2011

 

Gammarota evidentemente ricerca, traduce e cura libri di chirurgia editi in inglese di particolare valore documentativo e didattico ma anche, in un certo senso, originali per lo spirito pratico che vi è infuso, per la forma di esposizione semplice e discorsiva e anche per l’arguta vena comunicativa. Ne risultano dei piacevoli volumetti in italiano nei quali egli riesce a riversare, in toni leggeri e immediati, spiegazioni e indirizzi che provengono da esperienze basilari consapevoli. Così, dopo il ‘buon senso’ di Schein in Chirurgia addominale d’urgenza, arriva questo Top Knife, cioè ‘l’arte e il mestiere della chirurgia del trauma’.

È difficile descriverne l’impianto perché è talmente vivace e non riconducibile a schemi che sembra improvvisato, ma sempre compilato a regola d’arte con quadri clinici e suggerimenti operativi (non sempre operatori) intesi a motivare le azioni terapeutiche e a raccomandarne la messa in atto. Si dà per acquisita la conoscenza del lettore delle tecniche elementari e si sviluppano 15 capitoli centrati sulle decisioni chirurgiche in casi di trauma, per “fermare le emorragie”, per riparare organi addominali cavi e solidi lesi dal trauma, per le lesioni vascolari, toraciche, toraco-addominali, per raccomandare le modalità di accesso agli organi del collo e gli atti da compiere in questo difficile distretto corporeo. Insomma, tutto quanto deve essere conosciuto nel campo della chirurgia del trauma nel quale le decisioni devono essere necessariamente rapide, i dilemmi si presentano spesso e la tattica può essere flessibile.

Gli Autori offrono anche elementi di valutazione sulla fattibilità e sulle probabilità che ogni intervento ha di riuscire, raccomandano l’opportuna gestione dell’équipe, espongono i termini di gravità delle situazioni, confidano nelle proprietà degli strumenti, passano in rassegna le caratteristiche peculiari della laparatomia in urgenza e le metodiche di esplorazione endoaddominale, dettano le regole per intervenire subito con gli adeguati accessi chirurgici, infine ornano l’inizio di ogni capitoletto con aforismi, massime e sentenze.

Si tratta dunque di un’aurea operetta che da una parte può essere goduta con assidua, complessiva lettura di base, dall’altra va consultata caso per caso di fronte agli avvenimenti clinici per fare in modo di essere nel giusto, non causare danni od omissioni, in una parola per mettere a profitto l’esperienza degli Autori al fine di confermare la propria con la maggiore congruenza e idoneità possibili. Specializzandi e specialisti in chirurgia, chirurghi dei trauma center, medici di unità medico-chirurgiche mobili vi troveranno quello che è utile e indispensabile nella materia grazie anche alle molte e ottime immagini semischematiche delle situazioni descritte, e nella pratica osservabili, dovute all’estro riproduttivo di Scott Weldon, disegnatore “straordinariamente dotato”.

Gianluigi Melotti, presentando la traduzione italiana, parla di testo “affascinante”. Certo è originale e la stessa traduzione di Gammarota si può dire, oltre che intelligente, in un certo senso essa stessa originale per il difficile ma riuscito conio italiano con il quale non si tradisce ma si valorizza la qualità del testo inglese.

La presentazione editoriale di Springer è, come al solito, tersa, piacevole e compatta (Giorgio Di Matteo).

 

Mario M. GIORDANI

APPUNTI DI UN CHIRURGO

PER VOCAZIONE

Grafica G & G, Marino, 2010

 

È un fatto che chirurghi e medici si siano dati alle autobiografie, più quelli che questi. Nel passato, solo personalità di notevole successo in ruoli istituzionali e sociali hanno realizzato l’imperioso interiore bisogno di comunicare al prossimo, possibilmente anche a venire, alcuni dati (scelti e perfino immaginari) della loro vita pubblica e privata e, naturalmente “a posteriori”, i reconditi pensieri degni di essere ai posteri trasmessi. Nella seconda metà del XX secolo, con le ulteriori possibilità dei mezzi di comunicazione e di scambio, la vocazione all’autobiografia si è andata allargando così da concepire più o meno voluminosi curriculum in cui spesso prevalgono egocentrismo e magnificazione di atti e sentimenti del vissuto personale.

Fin qui le nostre tenui ma critiche osservazioni specie sulle moderne autobiografie di medici e chirurghi (questi ultimi sembrano più facilmente esprimere avvenimenti e personaggi per la concretezza scenografica dei loro interventi). Si producono così racconti spesso poco significativi per chi legge, a tema oppure politicamente orientati (i più pericolosi) o concepiti per la gloria famigliare, per amici e conoscenti; biografie più ambiziose, che mirano alla diffusione letteraria, sono evento raro per lo più sostenuto da un giornalista collaborativo intervistatore.

In tale quadro d’insieme il mondo delle (auto)-biografie dei chirurghi risulta alquanto variegato e finalizzato. Tutto questo deve aver tenuto presente Mario Giordani, con intelligente analisi di pensiero, quando si è accinto a divulgare l’opera sua che scopriamo, fin dal titolo, corrispondente ai fatti (ne siamo stati attenti testimoni per la parte professionale), orgogliosa, anche se velata un po’ maliziosamente dal modesto titolo di “appunti”, nella descrizione degli stati d’animo e, sulla guida del modello dell’ispirazione (“chirurgo per vocazione”), vivida nella descrizione di situazioni, ambienti, avvenimenti – non disposti in rigorosa successione cronologica ma come risultati di evocazioni e stati d’animo unificanti. Mario Giordani ha scelto una carriera particolare tra Ospedale e Università, chirurgia generale e chirurgia speciale, residenze di lavoro romane centrali e periferiche, lunghe e formative frequentazioni all’estero e in Italia, internazionalizzazione dimostrativa della propria chirurgia e concentrazione impegnata nell’operosità di ogni giorno, preferenze e disponibilità, conquiste e rinunce.

Non c’è, nel suo libro, sterile nostalgia o incoerente esaltazione anche se amaro talora può sorgere e trasparire il paragone tra i tempi della professione ritenuta ideale e il tempo della difficile attualità. C’è la messa a punto dell’origine e del divenire di chirurgie gloriose (epatica e cardiaca), c’è l’omaggio ai Maestri (che meritano tuttora termine e maiuscola), c’è la storia di eventi penetrati profondamente nella coscienza, non ci sono tributi ingiustificati, non remissione dei difetti, non trasfigurazione del banale, non occultamento di momenti e situazioni difficili. Ci sono fierezza ospedaliera (Giordani è rilevante cofondatore dell’ACOI) e franco riconoscimento del ruolo universitario.

Tutt’intorno al protagonista si muove un mondo di personaggi (non necessariamente medici) in qualche modo coinvolti negli scenari della memoria ricostituiti. Una serie di riproduzioni fotografiche, alcune teneramente vetuste, correda le note professionali, famigliari e amicali. Divagazioni letterarie, annotazioni su personalità  italiane e straniere, la descrizione su metodi e tecniche chirurgici, i resoconti di docenza in Italia e all’estero, gli intermezzi di vita famigliare, il racconto della creazione di Centri culturali ed Associazioni, l’inseguimento senza sosta dei progressi tecnologici e gli intuiti sulla loro utilizzazione, gli sfondi sociali e politici serenamente descritti arricchiscono le memorie di brio e varietà.

Se un giorno decidessi (ma quando?) di tracciare anch’io un mio regesto, dovrei confrontarmi con quanto esemplificato da Giordani in questa sua dorata terza (o quarta?) età aspirando alla sua forte carica comunicativa. (Giorgio Di Matteo).

 

 

 

 

 

A. SANGUINETTI, G. BISTONI, N. AVENIA

CHIRURGIA DELLA MAMMELLA

Testo Atlante

Morphena Editrice, Terni, 2010

 

Si può dire così di questo libro: che c’è tutto quello che vorreste sapere sulla chirurgia della mammella in modo rapido e sicuro. Dalla storia (capitolo I) alla fine anatomia regionale (capitolo II), da tecniche e reperti diagnostici (capitolo III) ai diversi aspetti della chirurgia ablativa (capitoli IV, V, VI) e ricostruttiva (capitolo VII).

A noi non è sembrato propriamente un testo-atlante perché comunque la parte testuale prevale nel senso che è organica, di equilibrio tematico, di massima informazione aggiornata, tutt’altro che meramente didascalica, così che le tante figure, per lo più a colori e lautamente distribuite, fanno piuttosto da ricco corollario al messaggio scritto, conformemente posizionato e connesso.

In conclusione abbiamo letto una piccola opera di valore, finita in se stessa, destinata ad un pratico impiego delle conoscenze attuali per avere certezze di adeguati e leciti comportamenti professionali, sicuramente molto utile a numerose e larghe categorie di curanti (Giorgio Di Matteo).

 

 

 

Congress

 

 

XIV Annual Conference of ESS

 

Presidenti Proff. A. Barbarisi e G. Gasparri

 

European Chapter of ACS – Italian Chapter of ACS

 

Presidenti Proff. L. Gaspari, A. Mussa

Torino, 25, 26, 27 novembre 2010

 

 

Nel quadro di una realistica politica congressuale di mettere insieme e svolgere contemporaneamente incontri medici scientifici agli scopi di offrire quadri conoscitivi di più ampio respiro e di risparmiare sulle spese indispensabili, si è svolta a Torino una interessante manifestazione. Essa comprendeva, nello spazio di tre giornate, la XIV Conferenza Annuale della European Society of Surgery (ESS) e il Meeting dei Capitoli Europeo ed Italiano dell’American College of Surgeons (ACS).

La vasta partecipazione all’evento era ben documentata dalla numerosa e autorevole “Faculty” di Autori, oltre che italiani, dell’Europa orientale ed occidentale. Finalità e contenuti erano espressi nell’intitolazione attuale e ambiziosa: stato della ricerca ed innovazioni in chirurgia in Europa per le nuove opportunità dei chirurghi e dei pazienti. Presiedevano le due anime congressuali, mirabilmente coese e integrate, i professori Barbarisi, Gaspari, Gasparri e Mussa.

Alla cerimonia inaugurale del 25 novembre sono seguite due letture: “The energy for the future” (V. Quadrino, A.D. della Edison) e “ Surgical checklist and european common sense” (L. Michel).

Nei due giorni seguenti, condensati i tempi e le modalità di ascolto, in tre sale contemporaneamente operative si sono tenute sessioni che, nello spirito dichiarato del Congresso e secondo diverse formule espositive, hanno riguardato le chirurgie dell’esofago-stomaco, del colon-retto, epatica e biliopancreatica, surrenalica, tiroidea e paratiroidea, bariatrica, delle ernie e hanno informato sui dati recenti e nuovi del minimo accesso e delle infezioni chirurgiche. Sono stati inoltre discussi casi clinici di diagnosi ed indicazione difficili e comunicazioni selezionate. Una tavola rotonda con ampia partecipazione straniera ha fatto il punto e i paragoni  sull’educazione chirurgica nei paesi europei dell’Est e dell’Ovest. Altre letture si sono rivolte ad argomenti di avanguardia quali il trapianto cellulare, l’ingegneria tessutale e gli organi da trapianto. Molto numerose e interessanti le comunicazioni “orali”, teorico e pratico il corso promosso da ESS e SPIGC sulle tecniche di sutura nella chirurgia esofagea.

Una traduzione estemporanea molto attenta inglese-italiano e italiano-inglese ha contribuito a rendere facilmente intellegibili le relazioni e possibili e vivaci le discussioni.

Si è trattato, in conclusione, di uno dei pochi incontri di effettivo vivo confronto su argomenti spesso di frontiera tra chirurghi di diversa estrazione  dell’area europea che si sono  misurati nella reciproca esperienza e nelle personali tendenze per l’immediato futuro.

 

Giorgio Di Matteo